La Cattedrale Episcopale
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Orari Divina Liturgia
Celebrazione della S.Messa in Cattedrale
Giorni Feriali : 08.00
Domenica : 07.00 / 08.35 / 10.35
Ungra
di Francesca Di Pace
Commozione in tutti i centri dell’Arberia per la recente scomparsa del docente
Una vita spesa per il bene del paese. Muore di cancro, dopo otto mesi di sofferenza, l’assessore alla cultura di Lungro , il professore Giovanbattista Rennis. Uomo facoltoso, instancabile,buono e lungimirante, ha lasciato con sgomento questa terra per una prematura dipartita; sabato 12 maggio dopo aver ascoltato le campane a festa che annunciavano la proclamazione del nuovo vescovo dell’Eparchia di Lungro, l’archimandrita Donato Oliverio, è spirato, lasciando alla comunità lungrese una infinita eredità culturale arbereshe, da lui studiata e rivisitata. Laureato in lingue e letterature straniere e moderne, Giovanbattista Rennis era docente di lingue a Castrovillari, al liceo Enrico Mattei. E’ stato direttore della corale greco-albenese “I Paradosis” e del coro polifonico “ San Nicola di Mira” di Lungro , ha pubblicato diversi studi sulla poesia popolare albanese ed è stato autore di libri quali “ La tradizione bizantina della comunità italo-albanese”, “ La tradizione popolare arbereshe di Lungro”,opera questa di due volumi,settanta fotografie e un cd musicale. L’intuizione del Rennis è stata quella di vedere nella vita religiosa di un’intera comunità,nelle festività che scandiscono il tempo,nella fedeltà e nella conservazione di un rito, quello greco-bizantino, l’essenza di tutto il mondo arbereshe,che è ancora straordinariamente vivo,dopo cinque secoli dal suo insediamento in Italia; le sue opere hanno trattato l’eredità spirituale bizantina della chiesa italo-albanese, hanno trattato in modo diffuso ed esauriente l’anno liturgico-bizantino e sono state,infine, impreziosite dalle raccolte dei canti popolari. Esemplare il suo ultimo impegno,dal 2007 al 2012, quale assessore alla cultura di Lungro: innumerevoli manifestazioni come “Premio città di Lungro” con ospiti illustri, festeggiamenti per il 150’esimo dell’ Unità d’Italia, allestimento e apertura del museo della salina e messa in funzione,per l’occasione, della vecchia sirena della miniera di sale del paese. Seguono infiniti episodi dove la presenza dell’indimenticabile Giovanbattista ha onorato infinitamente Lungro.
Coro della Cattedrale di Lungro “S.Nicola di Mira”
diretto da prof. Giovanbattista Rennis ( 1988 -2012)
NOMINA DEL VESCOVO EPARCHIALE DI LUNGRO DEGLI ITALO-ALBANESI DELL’ITALIA CONTINENTALE
Il Papa ha nominato Vescovo Eparchiale di Lungro degli Italo-Albanesi dell’Italia Continentale l’Archimandrita Donato Oliverio, finora Delegato ad omnia della medesima Eparchia.
Archimandrita Donato Oliverio
L’Archimandrita Donato Oliverio è nato il 5 marzo 1956 a Cosenza.
Nel 1969 è entrato nel Seminario San Basile di Cosenza e poi in quello di Grottaferrata, dove ha conseguito la maturità classica. Come alunno del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma, ha frequentato i corsi di preparazione al sacerdozio presso l’Angelicum, conseguendo il Baccalaureato in Filosofia e Teologia. Al Pontificio Istituto Orientale ha ottenuto la Licenza in Scienze Ecclesiastiche Orientali.
Il 17 ottobre 1982 è stato ordinato sacerdote e nominato Parroco di San Giuseppe di Marri e l’anno successivo Direttore dell’Ufficio Catechistico Eparchiale, ricoprendo tale incarico fino al 2003.
Dal 1985 è Membro dell’Istituto per il Sostentamento del clero e dal 1988 al 2003 è stato Segretario dell’Istituto di Scienze Religiose di Lungro. Dal 1993 è Membro del Consiglio Presbiterale. È stato Segretario Generale della prima Assemblea Eparchiale di Lungro e Segretario Generale del II Sinodo Intereparchiale. Dal 1998 è Economo Eparchiale.
Dal 2002 al 2003 è stato Moderatore della Curia e Pro-Protosincello; dal 2003 al 2010 Protosincello e finora Delegato ad omnia dell’Eparchia di Lungro, nominato dall’Amministratore Apostolico S.E. Mons. Salvatore Nunnari.
Parla l’albanese e conosce il francese ed il greco.
Ha curato l’edizione italiana del Lezionario Apostolos ed ha pubblicato alcuni articoli di catechesi e di iconologia.
Il 1° luglio nella Cattedrale di Lungro ci sarà la consacrazione episcopale.
Lettera Vescovo Donato Oliverio pdf.
1 Aprile – DOMENICA DELLE PALME
ore 10,30: S.Liturgia solenne con Processione delle Palme
ore 18,00 : Mattutino del Nymphios
2 Aprile – LUNEDI’ SANTO
ore 08,00: Liturgia dei Presantificati (Projasmeni)
ore 18,00: Mattutino del Nymphios
3 Aprile – MARTEDI’ SANTO
ore 08,00: Liturgia dei Presantificati (Projasmeni)
ore 18,00: Mattutino del Nymphios
4 Aprile – MERCOLEDI’ SANTO
ore 08,00: Liturgia dei Presantificati (Projasmeni)
ore 18,00: Mattutino del Nymphios
5 Aprile – GIOVEDI’ SANTO
ore 10,00: Vespro e Solenne Liturgia dell’Istituzione dell’Eucarestia
ore 17,30: Mattutino della Passione di Cristo con la lettura dei 12 Vangeli; Processione ed Esposizione del Crocifisso
6 Aprile – VENERDI’ SANTO
ore 07,30: Recita delle Grandi Ore I.a, III.a, e VI.a.
ore 11,00: Ora IX. Vespro della Deposizione e Adorazione della Croce
ore 18,00: Mattutino del Seppellimento con le lamentazioni sul Cristo Morto. Solenne Processione e predica della passione.
7 Aprile – SABATO SANTO
ore 10,00 – Vespro e Solenne Liturgia con PREANNUNCIO della Risurrezione
ore 18,00 – Confessioni
8 Aprile – SANTA E GRANDE DOMENICA DI PASQUA
ore 05,30 – Funzione della Santa Risurrezione con il canto del Christos Anèsti. Mattutino , S.Messa Solenne e bacio del S. Vangelo
ore 10,00 – SOLENNE PONTIFICALE del Vescovo emerito S.E Ercole Lupinacci
ore 17,30: Vespro Solenne con la lettura del Vangelo della Risurrezione in più lingue.
di prof. Tommaso Gentile
Dall’esigenza di organizzare la vita sociale, culturale e lavorativa si sviluppò nell’uomo l’idea di misurare il tempo.
Le uniche certezze quali il sorgere e il tramontare periodico del sole, l’alternarsi delle stagioni o ancora il susseguirsi regolare delle fasi lunari, sono strettamente connessi a fenomeni astronomici.Sebbene tali fenomeni non fossero ancora ben compresi, e le strumentazioni fossero carenti, matematici e astronomi del mondo antico calcolarono con sorprendente accuratezza varie grandezze astronomiche quali il periodo di rivoluzione terrestre, la precessione degli equinozi e la durata di un mese lunare.
In ogni parte della terra fu quindi adottato un calendario per suddividere, calcolare e assegnare un nome ai vari periodi di tempo.Tali strumenti furono costruiti dall’osservazione dei due astri principali, il Sole e la Luna.
I due calendari usati nel mondo occidentale sono il calendario Giuliano e il calendario Gregoriano. Entrambi sono calendari solari, cioè basati sulla durata di un anno solare (o tropico, pari alla durata intercorrente tra due equinozi dello stesso nome) e quindi sul ciclo delle stagioni. Essi prevedono degli anni bisestili per compensare il fatto che la durata di un anno solare non è esprimibile come numero intero di giorni, ma è pari a 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi circa.
Il calendario Giuliano, promulgato dal pontefice massimo Giulio Cesare nel 46 a.C. ed elaborato dall’astronomo greco Sosigene di Alessandria stabilì la durata media dell’anno in 365 giorni e 6 ore (già Ipparco aveva calcolato la lunghezza dell’anno solare in 365 giorni, 5 ore e 55 minuti) e quindi l’alternarsi di tre anni di 365 giorni ed uno di 366 giorni, detto bisestile. Il termine bisestile segue da bis (due volte) e sexto (sesto). I romani chiamavano con un nome preciso tre giorni di ogni mese: le Calende (primo giorno del mese), le None (tra il quinto ed il settimo giorno dalle calende a seconda della durata del mese) e le Idi (tredicesimo o quindicesimo). Dopo il giorno delle Idi i giorni rimanenti alle Calende del mese successivo (contando anche il giorno stesso delle Calende) venivano numerati a decrescere. Il sesto giorno prima delle Calende di Marzo era il 24 febbraio, detto appunto il sexto die ante Kalendas Martias. Negli anni bisestili il giorno in più si aggiunge dopo il 24 febbraio. Non potendo chiamare il 24 septimo die, perché tale data coincideva con il 23 febbraio, lo chiamarono bis sexto die, da cui il termine bisestile.
In tal modo la differenza tra durata media dell’anno Giuliano e anno solare è di 11 minuti e 14 secondi circa, che accumulandosi nel tempo genera la perdita di un giorno ogni 128 anni circa. Col passare dei secoli questo comportava un progressivo anticipo delle date d’inizio delle stagioni.
Tutto ciò era ben noto agli astronomi e matematici sin dal medioevo e spinse Gregorio XIII nel 1582 a nominare una commissione di esperti, composta di scienziati non invisi alle alte sfere ecclesiastiche e presieduta dal matematico bavarese Cristoforo Clavio, a porre rimedio alla questione.
Essi utilizzarono il lavoro di Niccolò Copernico De Revolutionibus orbium coelestium libri sexe in particolare i calcoli relativi alla durata dell’anno tropico. Si convenne quindi di recuperare i giorni perduti, stabilendo che il giorno successivo al 4 ottobre 1582 fosse il 15 ottobre e non il 5 e di modificare la regola degli anni bisestili in modo da evitare correzioni future. Secondo la nuova regola, attualmente in vigore, gli anni la cui numerazione è multipla di 100 è bisestile se e solo se è multipla di 400, cioè ad esempio non saranno bisestili gli anni 2100 e il 2200 mentre lo sarà l’anno 2400. Con quest’artifizio la discrepanza tra anno Gregoriano medio e anno solare si ridusse a circa 26 secondi.
Fu proprio la regola per il calcolo della Pasqua, allora ed anche oggi in uso, a indurre Gregorio XIII a modificare il calendario. Tale regola, introdotta nel 325 d.C. durante il concilio di Nicea, prevede che la Pasqua sia celebrata la domenica seguente il plenilunio di primavera (ovvero la prima luna piena dopo l’equinozio di primavera datato 21 marzo). Questo lega fortemente la data della Pasqua al calendario in uso, e costituisce il motivo per cui nel mondo cattolico, ortodosso ed ebraico, pur facendo riferimento alla medesima regola, la Pasqua sia celebrata in date generalmente diverse.
Un algoritmo esatto per il calcolo della data del giorno di Pasqua in ogni anno del calendario gregoriano è estremamente complesso. La definizione “prima domenica dopo il plenilunio di primavera” è difficilmente traducibile in un semplice algoritmo aritmetico in quanto bisognerebbe tener conto delle lune piene, degli equinozi e soprattutto delle approssimazioni cicliche introdotte nel calendario gregoriano. È sufficiente pensare che le date di Pasqua si ripetano con una periodicità pari a 5700000 anni (5 milioni e 700 mila anni)!
Il metodo che propongo qui di seguito è facile da implementare ma funziona solo per anni compresi tra il 1901 e il 2099 e si basa sul ciclo diciannovenale di Metone. Metone fu un astronomo ateniese vissuto nel quinto secolo a.C., che aveva scoperto come le fasi lunari si ripetono alle stesse date del calendario dopo un periodo di 19 anni, pari circa a 235 lunazioni. Viene abbinato quindi ad ogni anno un numero naturale dall’1 al 19, detto numero d’oro. Tale numero, che denoteremo con a, si calcola dividendo il numero dell’anno in corso per 19. Si aggiunge quindi 1 al resto così ottenuto: a=x mod 19 +1;
dove con x indico l’anno di cui vogliamo conoscere il numero d’oro e con ‘mod‘ (che abbrevia modulo) denotiamo il resto della divisione del termine a sinistra con quello a destra. Ad esempio il numero d’oro dell’anno in corso, il 2012, è uguale a 18 perché il resto della divisione di 2012 per 19 è 17.
Con il termine epatta si intende l’età della Luna al 31 dicembre dell’anno precedente, dove l’età della Luna è uguale al numero di giorni trascorsi dall’ultimo novilunio. Nel periodo considerato(1901-2099) ad ogni numero d’oro corrisponde una determinata epatta, per cui i valori possibili dell’epatta possono essere solo 19. L’anno di riferimento per determinare l’epatta di un anno è il1900, anno in cui l’epatta è 29. La formula che lega l’epatta al numero d’oro è la seguente:
dove 11 è la differenza in giorni tra anno solare e 12 mesi lunari e 30 la lunghezza (approssimata per eccesso) del mese lunare.
Abbiamo adesso tutti gli elementi per calcolare la data del plenilunio di primavera negli anni considerati. In caso di epatta compresa tra 0 e 23 il plenilunio cade esattamente (tranne trascurabilie ccezioni) 103 giorni dopo l’ultimo novilunio dell’anno precedente, ovvero giorni dopo il 31dicembre dell’anno precedente, mentre se l’epatta è diversa dai precedenti la data del plenilunio cade 29 o 30 giorni dopo (29 in caso di epatta e = 24 o e = 25, 30 negli altri casi). Introduco la variabile b pari a 0 se l’anno non è bisestile, ad 1 se l’anno è bisestile.
La data del plenilunio è quindi data da
Per determinare infine la data della pasqua occorre sapere in quale giorno della settimana cade il plenilunio di primavera.
Denotiamo con n la differenza tra l’anno x di cui vogliamo calcolare la data della pasqua con1900, , mentre con v il giorno della settimana della vigilia di capodanno dell’anno x. v assumerà un valore compreso tra 0 e 6, pari a 0 se domenica, 1 se lunedì, e così via fino ad abbinare 6 alla giornata di sabato. Sappiamo che la vigilia di capodanno del 1901, cioè il 31dicembre dell’anno 1900 era lunedì. Si noti inoltre che il giorno della settimana di una qualsiasi data di ogni anno non bisestile è posticipato di 1 giorno rispetto alla stessa data dell’anno precedente non bisestile a sua volta (ad esempio, il 25 dicembre 2011 era domenica, mentre l’anno precedente era sabato); tuttavia, nel passaggio da un anno comune al successivo bisestile (per i mesi da marzo a dicembre) e da un anno bisestile al successivo anno comune (per i mesi di gennaio e febbraio)l’avanzamento di 2 giorni. Segue che dopo un ciclo di 4 anni il giorno della settimana di una certa data risulta posticipato di 5 giorni. La formula per determinare v nell’anno xè quindi data dalla seguente formula:
Indico infine con p il giorno della settimana del plenilunio di primavera dell’anno x considerato.Per quanto detto prima si ha che p soddisfa la seguente formula:
Segue finalmente che la data di Pasqua capita esattamente 7 – p giorni dopo il plenilunio di primavera.Supponiamo ad esempio di voler calcolare la data della pasqua dell’anno x = 2012.
Si ha che il numero d’oro è a = 18 come calcolato prima, l’epatta è
poiché il 2012 è bisestile si ha b= 1. Epatta uguale a 6 implica che la data del plenilunio è in data ( 44 – e- b)Aprile, cioè in data 6 Aprile.
Abbiamo quindi :
che corrisponde a sabato (cioè il 31 dicembre 2011 era sabato) e quindi il plenilunio di primavera dell’anno 2012 sarà di venerdì perché
.
La pasqua sarà quindi celebrata il giorno 8 Aprile2012.
Nella pagina seguente c’è una tabella che permette di calcolare, usando le formule precedenti, la data del plenilunio di primavera una volta noto il numero d’oro a ed osservato se l’anno è bisestile o meno.
|
a |
e |
Pl.nio di Primavera |
a |
e |
Pl.nio di Primavera |
a |
e |
Pl.nio di Primavera |
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1 |
29 |
Se non bisestile 14 Aprile Se bisestile 13 Aprile |
8 |
16 |
Se non bisestile 28 Marzo Se bisestile 27 Marzo |
15 |
3 |
Se non bisestile 10 Aprile Se bisestile 9 Aprile |
|
2 |
10 |
Se non bisestile 3 Aprile Se bisestile 2 Aprile |
9 |
27 |
Se non bisestile 16 Aprile Se bisestile 15 Aprile |
16 |
14 |
Se non bisestile 30 Marzo Se bisestile 29 Marzo |
|
3 |
21 |
Se non bisestile 23 Marzo Se bisestile 22 Marzo |
10 |
8 |
Se non bisestile 5 Aprile Se bisestile 4 Aprile |
17 |
25 |
Se non bisestile 17 Aprile Se bisestile 16 Aprile |
|
4 |
2 |
Se non bisestile 11 Aprile Se bisestile 10 Aprile |
11 |
19 |
Se non bisestile 25 Marzo Se bisestile 24 Marzo |
18 |
6 |
Se non bisestile 7 Aprile Se bisestile 6 Aprile |
|
5 |
13 |
Se non bisestile 31 Marzo Se bisestile 30 Marzo |
12 |
0 |
Se non bisestile 13 Aprile Se bisestile 12 Aprile |
19 |
17 |
Se non bisestile 27 Marzo Se bisestile 26 Marzo |
|
6 |
24 |
Se non bisestile 18 Aprile Se bisestile 17 Aprile |
13 |
11 |
Se non bisestile 2 Aprile Se bisestile 1 Aprile |
|||
|
7 |
5 |
Se non bisestile 8 Aprile Se bisestile 7 Aprile |
14 |
22 |
Se non bisestile 22 Marzo Se bisestile 21 Marzo |
di Francesca di Pace
Nella quinta domenica di quaresima di pasqua i ragazzi della parrocchia “S.Nicola di Mira” di Lungro si sono riuniti nel ritiro spirituale. Dopo aver partecipato alla divina liturgia nella Cattedrale del paese, i quaranta giovani lungresi sono stati ospitati nella casa delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori; momento di accoglienza, pranzo a sacco e un pomeriggio intero dedicato alla pittura delle uova pasquali. Momenti di preghiera e di meditazioni spirituali hanno seguito la fase ultima del laboratorio artistico. Anche per la Santa Pasqua di questo anno, i giovani della parrocchia sono stati accompagnati dai sacerdoti della parrocchia insieme ai catechisti e animatori nel loro cammino di fede, pace e speranza. 


















di Paolo Cozzolino
Oggi giornata memorabile per noi giovani, sotto il manto della Madre di Dio e la sapienza di Nostro Signore siamo stati accolti come figli nel seminario greco-bizantino di cosenza sotto la guida spirituale di Padre Gabriel per il ritiro spirituale . Giornata iniziata con la recita del Mattutino seguita dalla celebrazione della Liturgia di S.Basilio il Grande nella Chiesa Santissimo Salvatore. Noi giovani attenti in questo periodo di quaresima ringraziamo l’Altissimo per averci dato Pastori degni del messaggio divino.
COSENZA: Parrocchia Greca “Santissimo Salvatore” di Cosenza / Seminario Maggiore Eparchiale di Lungro






Mons. Giovanni Mele, Primo Vescovo dell’Eparchia di Lungro.
Nato ad Acquaformosa (CS) il 19 ottobre 1883, dopo aver terminato gli studi di Filosofia e teologia nella Pontificia Università di Propaganda Fide di Roma, fu ordinato sacerdote il 7 giugno 1908 e consacrato vescovo nel 34° anno d’età della nuova diocesi l’8 giugno 1919. Tenne il governo della Eparchia per circa mezzo secolo, rimanendo titolare sino alla sua morte avvenuta a Lungro il 10 febbraio 1979. Era assistente al Soglio Pontificio. Di Lui così si espresse il suo successore Mons. Giovanni Stamati: “E’ stato un pastore dal cuore retto, dalla fede profonda, dalla carità evangelica e dallo zelo infaticabile. Lascia un patrimonio inestimabile di virtù alla sua amatissima diocesi”
Mons. Giovanni Stamati, Vescovo dell’Eparchia di Lungro.
Nato a Plataci (CS) il 9 giugno 1912, dopo aver compiuto gli studi filosofici e teologici all’Angelicun di Roma, fu nominato sacerdote il 2 maggio 1935. Arciprete della cattedrale di Lungro dal 1942, vicario del vescovo Mons. Mele dal 1965, Paolo VI lo nominò il 25 marzo 1967 Vescovo Titolare di Stefaniaco e Amministratore Apostolico “sede plena” della Diocesi di Lungro, a seguito delle dimissioni per raggiunti limiti d’età di Mons. Mele. Venne consacrato il 29 giugno dello stesso anno e, solo dopo la morte di Mons. Mele, gli fu conferito il titolo di Vescovo di Lungro con bolla del 2 febbraio del 1979. Moriva in Lungro il 7 giugno 1987. domenica di Pentecoste tra il compianto di tutta la comunità italo-albanese, di quella di Lungro in particolare, di tutta la Chiesa calabrese e di tanti che hanno avuto modo di conoscerlo.
Mons. Ercole Lupinacci ,Vescovo Emerito dell’Eparchia di Lungro
Nato a San Giorgio Albanese il 23 novembre 1933, compie gli studi medi e superiori nel seminario di San Basile di Grottaferrata . Consegue la licenza in teologia nel 1960 presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Riceve l’ordinazione presbiterale da Mons. Giovanni Mele il 22 novembre 1959. Per tre anni insegna Lettere al Liceo Statale di S.Demetrio Corone. Viene nominato parroco a S.Cosomo Albanese, il17 luglio 1981 è Vicario Episcopale per l’Azione Cattolica. Il 25 marzo1981 viene eletto vescovo di Piana degli albanesi (Palermo). Il 30 novembre 1987 il Santo Padre Giovanni Paolo II lo nomina vescovo dell’Eparchia di Lungro. Il 17 gennaio 1988 il Vescovo Ercole fa il suo ingresso solenne nella Cattedrale di S. Nicola di Mira di Lungro(CS).
Il 10 agosto 2010 papa Benedetto XVI accolse le sue dimissioni per raggiunti limiti d’età
Amministratore apostolico, Mons. Salvatore Nunnari
Nato il: 11-06-1939 Ordinato Sacerdote il: 20-03-1999,
In data 12 agosto 2010 Mons. Salvatore Nunnari, Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano, è stato nominato Amministratore Apostolico sede vacante dell’Eparchia di Lungro. Mons. Salvatore Nunnari è nato a Reggio Calabria l’11 giugno 1939. Ha compiuto gli studi ginnasiali nel Seminario arcivescovile di Reggio Calabria, il corso liceale, filosofico e teologico nel Seminario Regionale Pio XI di Reggio Calabria. E’ stato ordinato Presbitero il 12 luglio 1964 a Reggio Calabria, sua diocesi d’origine e d’appartenenza. Ha frequentato la Facoltà Teologica ‘Ignatianum’ dei PP. Gesuiti di Messina, conseguendo la Licenza in Teologia Pastorale. E’ giornalista pubblicista ed autore di vari articoli su riviste e giornali. Nel 1964, allena ordinato sacerdote, fu nominato Vicario Cooperatore della parrocchia santa Maria del Divin Soccorso, dove prestò servizio fino al 1975, mentre insegnava religione nelle scuole medie statali. Nel 1970 è stato designato Assistente diocesano del Movimento Studenti, al quale ha offerto il proprio ministero fino al 1972, allorché ricevette l’incarico di Segretario del Consiglio presbiterale dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria, che svolse fino al 1981. Nel 1975 venne nominato Adiutore della parrocchia di S. Maria del Divin Soccorso e vi rimase fino al 1983, mentre fungeva anche da Consigliere provinciale della Coldiretti. Nel 1983 veniva chiamato a reggere la parrocchia di S. Maria del Divin Soccorso, che guidò fino al 1999, cumulando nel frattempo gli incarichi di Presidente della Commissione per la Pastorale per il Lavoro e per i Problemi Sociali ed in seguito quello di Vicario Episcopale per il coordinamento della pastorale diocesana. Eletto Arcivescovo per la sede di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia il 30 gennaio 1999, ricevette l’Ordinazione episcopale il 20 marzo 1999. E’ membro della Commissione Episcopale della CEI per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace. Eletto Arcivescovo Metropolita per la sede di Cosenza – Bisignano il 18 Dicembre 2004.
Parrocchia S.Nicola di Mira –Lungro(CS)
Per il laboratorio artistico
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è obbligatorio |
Si consiglia |
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pennelli da pittura |
guanti monouso |
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astuccio da 6 pz di colori a tempera |
abbigliamento pratico |
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matite |
EPARCHIA DI LUNGRO
PASTORALE DELLA SALUTE
XX GIORNATA MONDIALE DEL MALATO
” Alzati e va’: la tua fede ti ha salvato” (Lc 17,19)
Domenica 12/02/2012, alle ore 16,00, presso la Cappella dell’Ospedale di Lungro,
- celebrazione dell’Unzione dei Malati (Olio Santo).
Subito dopo si terrà una riflessione sul tema: “Alzati e va’: la tua fede ti ha salvato” (Lc 17,19).
Giovedì 16/02/2012, alle ore 16,00, nella Cappella del Centro di Riabilitazione “Don Milani”,
- celebrazione della Divina Liturgia e dell’Unzione dei Malati.
Invitiamo tutti a partecipare alla celebrazione della Giornata del Malato.
I Cappellani
Sac. Mario Aluise
Sac. Gabriel Otvos
“Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore”
(cfr. 1 Cor 15, 51-58)
18-25 gennaio 2012
Presentazione
La preghiera è una realtà potente nella vita di un cristiano. La preghiera è trasformante. Quando i cristiani comprendono il valore e l’efficacia della preghiera in comune per l’unità di quanti credono in Cristo, essi cominciano ad essere trasformati in ciò per cui stanno pregando.
Quest’anno i cristiani in Polonia hanno offerto alla nostra meditazione la loro esperienza di trasformazione e di preghiera. La trasformazione a cui si riferiscono è compresa nella sua profondità solo nella resurrezione di Gesù. Ogni cristiano battezzato nella morte e resurrezione di Cristo comincia un cammino di trasformazione. Morendo al peccato e alle forze del male, i battezzati cominciano a vivere una vita di grazia. Questa vita di grazia permette loro di sperimentare concretamente la potenza della resurrezione di Gesù, e l’apostolo Paolo li esorta: “[ …l siate saldi, incrollabili. Impegnatevi sempre più nell’opera del Signore, sapendo che, grazie al Signore, il vostro lavoro non va perduto” (l Cor 15,58).
Qual è, dunque, l’opera del Signore? Non è forse l’edificazione del Regno di giustizia e di pace? Non è forse la vittoria sulle forze del peccato e sulle tenebre per la potenza dell’amore e della luce della verità? Nella vittoria Gesù Cristo nostro Signore, a tutti i cristiani viene data la capacità di indossare le armi della verità e dell’amore e di superare tutti gli ostacoli che impediscono la testimonianza del Regno di Dio. Nonostante ciò, un ostacolo permane, e può impedirci di portare a termine il nostro compito. È l’ostacolo della divisione e della mancanza di unità fra i cristiani. Come può il messaggio del vangelo risuonare autentico se non proclamiamo e non celebriamo insieme la Parola che dà la vita? Come può il vangelo convincere il mondo della propria intrinseca verità, se noi, che siamo gli annunciatori di questo vangelo, non viviamo la koinonia nel corpo di Cristo?
La preghiera per l’unità, dunque, non è un accessorio opzionale della vita cristiana, ma, al contrario, ne è il cuore. L’ultimo comandamento che il Signore ci ha lasciato prima di completare la sua offerta redentiva sulla croce, è stato quello della comunione fra i suoi discepoli, della loro unità come Lui e il Padre sono uno, perché il mondo creda. Era la sua volontà e il suo comandamento per noi, perché realizzassimo quell’immagine in cui siamo plasmati, quella comunione di amore che spira fra le Persone della Trinità e che li rende Uno. Per questo motivo la realizzazione della preghiera di Gesù per l’unità è una grande responsabilità di tutti i battezzati.
L’unità dei cristiani è un dono di Dio; la preghiera ci prepara a ricevere questo dono e ad essere trasformati in ciò per cui preghiamo. Nel presentare questo testo di preghiera per l’unità di tutti i cristiani, ne raccomandiamo l’utilizzo; incoraggiamo la creatività dei pastori e dei fedeli nel porre nuovo vigore non solo nel pregare per l’unità, ma anche nel procedere, passo dopo passo, verso quella trasformazione che sarà operata dalla preghiera. Lasciamo che il nuovo anno ci trovi più aperti, come individui e come comunità, alla potenza del mistero della morte salvifica di Cristo.
Chiesa Cattolica
+ Mons. Mansueto Bianchi
Vescovo di Pistoia
Presidente, Commissione Episcopale per l’Ecumenismo e il Dialogo della CEI
Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia
Pastore Massimo Aquilante
Pastore Metodista, Presidente
Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e di Malta
ed Esarcato per l’Europa Meridionale
+ Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e di Malta
ed Esarca per l’Europa Meridionale